sabato 25 novembre 2006

Città principali del Giappone


Tokyo

A Tokyo vive un decimo dell’intera popolazione giapponese; con oltre 11 milioni di abitanti la città è infatti una delle più popolate del mondo. Tokyo non ha il fascino tradizionale del passato: pochi gli edifici sono sopravvissuti al terremoto del 1923 e ai bombardamenti della guerra. A prima vista sembra un agglomerato di grattaceli, cavalcavia in cemento e marciapiedi affollati. Tuttavia, camminando per le strade ci si rende conto che Tokyo è una metropoli composta da città collegate tra loro, ciascuna con i propri quartieri caratteristici.

La zona di Roppongi è da sempre frequentata e abitata dagli stranieri occidentali, detti gaijin, ed è ricca di locali notturni e di negozi.

Ginza
è uno dei quartieri più antichi di Tokyo. Già residenza degli Shogun (i "Signori della guerra"), è sempre stato un luogo esclusivo (il suo nome deriva infatti da Gin, argento). Oggi è il punto nevralgico dell’alta moda giapponese: tutte le grandi firme locali, e non, hanno infatti qui la loro sede.

Akihabara
piuttosto che un quartiere è un immenso supermercato dell’elettronica. Qui è possibile acquistare dal piccolo e originale gadget all’oggetto estremamente sofisticato. Come in tutti i mercati, la vendita è di norma preceduta da intense trattative. Akihibara è inoltre una sorta di museo della tecnologia: è possibile infatti trovare ancora funzionanti i primi PC, così come i robot meccanici degli anni Ottanta.

Shibuya
ospita, in una piccola piazza vicino alla fermata della metropolitana, il monumento al cane Hachiko, tradizionale punto di riferimento per gli appuntamenti dei giapponesi.
La storia di questo cane è particolare e con il tempo ne ha fatto una sorta di simbolo della città. Ogni giorno il cane Hachiko accompagnava alla stazione della metropolitana il suo padrone e lì lo attendeva fino al suo ritorno. Un giorno il padrone morì, ma il cane continuò ad andare ad attenderlo finché anche lui morì d’inedia. La fedeltà di questo animale colpì a tal punto i cittadini di Tokyo che gli dedicarono un monumento.

Kyoto e Nara e il Monte Fuji costituiscono il cuore geografico, culturale e spirituale del Giappone.
Kyoto, capoluogo della prefettura omonima, nell'isola di Honshu, si trova sul fiume Kamo, in una ristretta zona pianeggiante dominata circondata dalle alture che circondano il lago Biwa. È probabilmente la città che più di tutte, nel Giappone, merita di essere visitata. Infatti conserva forti legami con il passato e sono numerosissimi i templi e i monumenti degni di nota. Molti di questi sono situati sulle colline, distanti dal centro abitato, in mezzo al verde e in un'atmosfera unica e indimenticabile. L'antica città, che è il centro urbano più rappresentativo della tradizione architettonica giapponese, da alcuni anni è teatro di una impressionante opera di ristrutturazione urbana che va cancellando le tracce edilizie antiche. Tra i maggiori complessi architettonici religiosi e civili si ricordano, oltre al Palazzo Imperiale (l’ultima ricostruzione è del 1855), i Templi di Kinkaku e di Daitoku (il più importante del buddismo Zen), il Tempio shinto di Kitano, il Nishi Hongan, il Monastero di Kyoogokoku, il Tempio di Chion, il famoso Tofuku-ji, il Tempio di Kennin e quello di Daikaku. I complessi architettonici di Kyoto sono anche sede delle principali raccolte museali giapponesi: importanti collezioni artistiche sono visibili nel Museo Nazionale (dedicato all'arte antica giapponese), nel Museo Yurin (con collezioni di arte antica orientale) e nella Galleria Municipale d'Arte (dedicata alle varie tendenze dell'arte contemporanea).

Nara è un frequentato centro turistico e meta di pellegrinaggi, oltre che sede di numerose industrie. Dal 710 al 784 d.C. fu la prima capitale permanente e il primo centro culturale del Giappone: la precedettero nel ruolo di capitale Naniwa e di Fujiwara da dove furono trasferiti e riedificati a Nara numerosi templi. La capitale fu poi portata a Kyoto verso la fine del VIII secolo e Nara lentamente decadde. La sua marginalità la preservò così dai danni di guerra subiti dalle altre città nel corso dei lunghi conflitti civili. Dei numerosi complessi di templi e monasteri buddistici che sorsero entro e fuori della città, alcuni edifici sono pervenuti nelle loro originarie strutture; altri appartengono a ricostruzioni posteriori, basate tuttavia sulla riproduzione fedele delle forme antiche. Oltre alla documentazione architettonica, questi complessi conservano inestimabili tesori d'arte (pitture, sculture, lacche, ceramiche, bronzi, tessuti, armi e armature ecc.) che costituiscono la parte più importante del patrimonio artistico nazionale. Dei templi trasferiti a Nara da Fujiwara si ricorda quello di Yakushi-ji (ji significa 'tempio') che conserva la struttura originaria della pagoda orientale (680) a tre piani, mentre la Sala Oriental (dove figura la celebre scultura in bronzo di Kudara Kwanon) e la Sala Principale o Kondo (che accoglie il grande bronzo della Triade del Buddha Yakushi) sono ricostruzioni. Dei templi costruiti a Nara il più importante complesso è quello del Todai-ji, edificato nel 745, ma rifatto in gran parte in epoche posteriori. Vi figurano numerosi capolavori di scultura, come la statua bronzea di Vairocana e le sculture in legno nelle nicchie del Portale d'ingresso meridionale (Naindamon); sculture in lacca secca e altre in argilla sono nella cosiddetta Sala della terza luna (Hokkedo), mentre nella Sala del Fondatore dedicata al monaco Roben, oltre a numerose statue, figurano importanti esemplari di maschere per teatro. Anche il Kofuku-ji (che fa parte della serie chiamata dei "sette grandi templi di Nara") fu rifatto più volte dopo la sua prima edificazione nel VIII secolo. Nel Toshodai-ji (759) sussistono vari edifici primitivi, come la Sala Principale (Kondo) e la Sala delle Prediche (Kodo) dove si conservano opere antiche di scultura e di pittura. Altri importanti complessi religiosi sono i templi di Gango, trasportato a Nara da Asuka (sec. VIII, lo Shin-Yakushi-ji (747), il tempio shinto di Kasugo e il tempio di Hokke, che conserva nella sua Sala Principale (sec. XVII) una preziosa pittura su seta di epoca Heian. Pitture e sculture di vari periodi sono conservate nel Saidai-ji (fondato nel sec. VIII).

Osaka
, capoluogo della prefettura omonima (isola di Honshu), è il principale porto e centro commerciale e la seconda città del Paese per popolazione e per importanza economica dopo Tokyo, situata 400 km a ovest-sud-ovest della capitale, nella parte più interna della baia omonima (Osaka-wan), dove sfociano i fiumi Yodo, Muko e Yamalo. È una città molto attiva e i suoi amministratori stanno investendo grossi capitali nel tentativo di migliorarne l’ambiente. Osaka non è una città turistica (anche se conserva alcuni antichi edifici religiosi e il castello di Hideyoshi, il maggiore del Paese), ma è quella che rende meglio l’idea della vita dei lavoratori giapponesi.

Altri luoghi
Il Monte Fuji (Fuji-San) è un perfetto cono vulcanico di 3776 m. È la montagna più alta e famosa del Giappone, cantata dai poeti di tutte le epoche e ritratta in numerosi dipinti, stampe (famose quelle di Hokusai) e fotografie. La montagna è considerata sacra dagli scintoisti che sulla sua cima hanno eretto un santuario. La vetta è frequentemente coperta da nubi, ma in giornate serene la si può vedere da oltre 150 km di distanza. Situato a Hasedera è il tempio buddhista costruito nel 686: vi è conservata una statua di Kwannon (la dea della misericordia), alta 10 m ed eseguita interamente con un grande tronco di legno di canfora. Altri templi e santuari sono a Takatori (Kojima-dera), a Yanagimoto (Chogaku-ji, sec. XII), a Tomisato (templi di Horin del 622 e di Hokki del 638, con pagoda a tre piani) e a Taima (Taima-ji, sec. VII). L'architettura shinto ha la sua più antica testimonianza nel tempio di Omiwa, ritenuto del I secolo a.C.; altri templi shinto sono a Tambaichi (Isonokami) e nei pressi di Yoshino (Tempio di Mikumari, sec. XVI-XVII).
A Kashiwara è conservato ancora l'antico palazzo dei Fujiwara (694); in questo centro importanti sono le collezioni del Museo della storia di Yamato. Edifici dei secoli IX-X sono rimasti intatti nel complesso del Muro-ji a Muro, costruito nel 681, con la pagoda a cinque piani (alta 16,20 m) del tardo VIII secolo e ricco di varie opere d'arte.

(Istituto geografico De Agostini SpA, 2005)

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