di Haruki Murakami
Oggi vorrei parlare dell'ultimo romanzo di Murakami. L'ho letto tutto d'un fiato e mi ha affascinato sin dall'inizio in quanto mi sembrava di vivere personalmente ogni momento descritto...
Non voglio riportare l'intera trama del quarto di copertina perché penso sveli troppo al lettore. A me piace sapere il tanto che basta per incuriosirmi e poi stupirmi durante la lettura :)
Tokyo, un quartiere che inizia a vivere quando cala il buio, strade dove le insegne di bar e night club restano accese fino all'alba.
Nell'arco di una sola notte, alcune persone sono casualmente coinvolte in una squallida vicenda di violenza. Le loro vite si intrecciano tramite coincidenze che sfiorano le reciproche esistenze, sempre fluttuando in una sensazione onirica, tipica dei racconti di Murakami.
Mi è piaciuta molto questa frase (pag. 148):
"Ci ho messo del tempo, ma a poco a poco ho costruito una sorta di mondo mio, di questo sono convinta. Quando sono da sola in quel mio mondo, in una certa misura mi sento tranquilla. Però il fatto stesso che sia stato necessario costruirmi questo mondo, è la prova che ero una persona debole, che venivo ferita facilmente. Inoltre questo mio mondo, visto dal resto della società, è qualcosa di insufficiente, di precario. Come una casa di cartone, che alla prima folata di vento viene spazzata via..."
Oggi vorrei parlare dell'ultimo romanzo di Murakami. L'ho letto tutto d'un fiato e mi ha affascinato sin dall'inizio in quanto mi sembrava di vivere personalmente ogni momento descritto...
Non voglio riportare l'intera trama del quarto di copertina perché penso sveli troppo al lettore. A me piace sapere il tanto che basta per incuriosirmi e poi stupirmi durante la lettura :)
Tokyo, un quartiere che inizia a vivere quando cala il buio, strade dove le insegne di bar e night club restano accese fino all'alba. Nell'arco di una sola notte, alcune persone sono casualmente coinvolte in una squallida vicenda di violenza. Le loro vite si intrecciano tramite coincidenze che sfiorano le reciproche esistenze, sempre fluttuando in una sensazione onirica, tipica dei racconti di Murakami.
Mi è piaciuta molto questa frase (pag. 148):
"Ci ho messo del tempo, ma a poco a poco ho costruito una sorta di mondo mio, di questo sono convinta. Quando sono da sola in quel mio mondo, in una certa misura mi sento tranquilla. Però il fatto stesso che sia stato necessario costruirmi questo mondo, è la prova che ero una persona debole, che venivo ferita facilmente. Inoltre questo mio mondo, visto dal resto della società, è qualcosa di insufficiente, di precario. Come una casa di cartone, che alla prima folata di vento viene spazzata via..."

7 commenti:
madò sono così incasinata che non avevo afferrato prima che fossi la proprietaria di questo Blog: infatti sei mia amica anche su splinder.
Tu riesci ad entrare nel mio Blog?
sono S. (di FB ^^)
ciau
Ciao! Incredibile, abbiamo scritto un post simile nello stesso giorno! ^^ Ho appena creato un blog sulla letteratura giapponese ma non sono l'unica... come posso diventare tua "sostenitrice"? ^^ dai un'occhiata al mio http://folkloregiapponese.blogspot.com/ e ho anche un blog sui videogiochi ti aspetto! ^_^
E' lì che mi aspetta sullo scaffale della libreria di casa. Appena finito il mio libro attuale, sarà lui il prossimo!!
PS: grazie per non aver svelato dettagli: curioso come sono li avrei letti :-)
devo leggere al più presto 'Dance Dance Dance' per farmi un'idea su questo autore ;)
Murakami non vi deluderà ^_^ Poi fatemi sapere le vostre impressioni! :)
letto ^_^
veramente molto bello
posso aggiungere il tuo blog sul mio ??
mi piace molto e poi anche il mio parla del GIAPPONE
ops ti lascio il mio indirizzo del blog
http://giappone-che-passione.spaces.live.com/
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